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10/11/2017 - Comune e Territorio

DA CAORLE IL SINDACO STRIULI CONTESTA DATI SULLA LUDOPATIA!

Feroce polemica: Giudicati FALSI i dati presentati da "FARE COMUNE"...

10 Novembre 2017


Una polemica "azzardata" !!

 

SUCCEDE NELLA VICINA CITTA' DI CAORLE

 

IL COMUNE NON CI STA A PASSARE PER LUOGO DOVE REGNA E PROSPERA IL GIOCO D'AZZARDO, E PUBBLICA UN COMUNICATO STAMPA DURISSIMO, DOVE IL SINDACO STRIULI GIUDICA FALSI I DATI DIFFUSI, E SUBITO ARRIVA LA REPLICA DI "FARE COMUNE". UNA POLEMICA "AZZARDATA" E IMBARAZZANTE...

Stupisce il tono e le parole usate nel Comunicato stampa (clicca qui) dall’Amministrazione comunale caorlotta, su un argomento così delicato e verso chi sta cercando di trovare soluzioni ad una piaga sociale che sta mietendo molte vittime di tutti i ceti ed età, e che ha come sede in quel di Marango un Monastero, pertanto trovo indecente ed indecoroso dare del FALSO a persone serie che hanno lavorato con metodo e professionalità, senza davvero fine di lucro o scopi politici, come spesso succede, e sminuire un Progetto dal titolo “L’AZZARDO NON E’ UN GIOCO”, dicendo che non si deve giocare con i numeri, la trovo una bassezza che solo chi ha poca dimestichezza con certi VALORI e SENTIMENTI della VITA può eccedere e usarli impropriamente per una personale difesa, soprattutto politica , pensando di essere stato leso in chissà che cosa... riportato da un Articolo di Giornale (clicca qui), non era questo comunque il modo di fare presente che forse qualche dato andava interpretato diversamente, ci vuole un minimo di rispetto, qui totalmente assente!

Avesse almeno partecipato il sindaco Striuli, alla presentazione dei dati, illustrati dalla Dott.ssa Emilia Serra Psicologa - UOC Ser.D. Socio ALEA – Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, forse non ha letto il Depliant dell’evento (clicca qui), in ogni caso per chi si è perso come lui questa occasione, consiglio di guardarsi le slide illustrative che vi ho riportato nei Pdf (clicca su parte 1 e parte 2), e si legga il Documento finale sul gioco d’azzardo e ludopatia (clicca qui), per meglio “comprendere” il Comunicato stampa del Comune di Caorle (clicca qui), a cui “FARE COMUNE” ha prontamente risposto “tendendogli una mano” e invitandolo a partecipare la prossima volta (clicca qui), facendogli memoria che nel 2015 aveva pure firmato un Protocollo D’Intesa per la Prevenzione e il Contrasto del Gioco illegale e la Tutela delle Fasce deboli (clicca qui), ma cosa volete, un Sindaco ha tante cose serie per la testa, non può perdersi su questi “giochini”…

 

PS.

Discutibile e fuorvianti poi queste affermazioni di Striuli:

Altro dato errato, riportato sempre nella relazione "Fare Comune", è che nel nostro Comune sono stati spesi 9 milioni di euro nel gioco d'azzardo, tra slot, scommesse sportive, gratta e vinci e lotterie. Dire che si spendono 9 milioni di euro in giochi è una notizia fuorviante e non vera perché da tale somma bisogna detrarre le vincite che vengono realizzate dai giocatori. Vincite che si possono considerare circa l'80%, corrispondente a 7,2 milioni di euro: perciò la spesa reale è di 1,8 milioni di euro, da suddividere tra tutti i giochi.”

Mi chiedo se queste parole di Striuli siano un invito a giocare a Caorle che tanto si ha una percentuale assicurata di vincite dell’’80%, perché non mi risulta che in altri parti si vinca così tanto, anzi… e torniamo al titolo L’AZZARDO NON E’ UN GIOCO” !

 

G.B.

 


COMUNICATO STAMPA

Caorle è il Comune del Veneto Orientale

con il maggior numero di slot machine

in rapporto agli abitanti: FALSO.

Non giochiamo con i numeri !

 

La "ludopatia" riguarda tutti i giochi con vincite in denaro, non solo le AWP e VLT L'articolo apparso ieri mattina (giovedì 2 novembre) nell'edizione Venezia Mestre de "Il Gazzettino" intitolato "Caorle e San Michele capitali dell'azzardo. Febbrone da gioco", a firma del giornalista Riccardo Coppo, riporta dei dati errati. (clicca qui)

In primo luogo è falso affermare che Caorle è il Comune del Veneto Orientale con più slot machine in rapporto agli abitanti. Tale affermazione, riportata nella relazione del progetto "Fare Comune", a cui fa capo il Monastero del Marango guidato da Don Giorgio Scatto, è errata in quanto solo il Monopolio conosce il numero degli apparecchi.

Diverso è, invece, analizzare l'unico dato conosciuto (fonte sito istituzionale Monopoli) che è il numero di esercizi commerciali categorizzati che detengono tali apparecchi, che a Caorle sono 38. Il numero 306 riportato nell'allegata tabella indica, infatti, il rapporto tra punti gioco e residenti e non il numero di apparecchi in rapporto ai residenti (opinabile anche la scelta di considerare tutti i cittadini, anche i minorenni).

Qui, in maniera furbesca, si mistificano i risultati di un'equazione data dalla divisione tra il numero totale di esercizi commerciali che detengono apparecchi ed il numero dei residenti di Caorle.

Va evidenziato che di queste 38 attività quasi 10 sono stagionali ed aperte, quindi, solo nei mesi estivi: un dato che deve essere necessariamente considerato! Il nostro è un Comune a vocazione turistica, è normale, quindi, che ci sia un elevato numero di esercizi commerciali che integrano l'attività primaria con l'attività accessoria, rivolta sia ai residenti che ai turisti.

Se vogliamo considerare tutte e 38 le attività allora la cosa corretta è sommare al numero dei residenti (11.655) il numero dei turisti presenti AREE TEMATICHE AMMINISTRAZIONE VIVERE CAORLE PORTALE TURISTICO giornalmente in tutto il nostro territorio (una media di circa 28.400 persone a notte considerato il periodo compreso tra maggio e settembre), tralasciando i visitatori giornalieri, che farebbero precipitare il dato ugualmente: otteniamo, così, un rapporto di 1054.38 persone per punto gioco, il che renderebbe Caorle il penultimo tra i Comuni del Veneto Orientale.

Altro dato errato, riportato sempre nella relazione "Fare Comune", è che nel nostro Comune sono stati spesi 9 milioni di euro nel gioco d'azzardo, tra slot, scommesse sportive, gratta e vinci e lotterie. Dire che si spendono 9 milioni di euro in giochi è una notizia fuorviante e non vera perché da tale somma bisogna detrarre le vincite che vengono realizzate dai giocatori. Vincite che si possono considerare circa l'80%, corrispondente a 7,2 milioni di euro: perciò la spesa reale è di 1,8 milioni di euro, da suddividere tra tutti i giochi.

Da un semplice calcolo matematico, considerando sempre i residenti (11.655), si evince una spesa pro capite media di 154 euro. Mentre, se consideriamo il numero di presenze medie giornaliere durante il periodo estivo l'importo si abbassa ulteriormente a euro 45.

"L'Amministrazione Comunale - spiega il Sindaco avv. Luciano Striuli - ha istituito, già ad inizio anno, una Commissione con lo scopo di ascoltare, oltre che Ulss e ACAT, anche Ascom e SAPAR, per valutare il fenomeno dell'azzardopatia e tutelare i cittadini.

Dobbiamo, infatti, considerare che la "ludopatia" riguarda il gioco nel suo complesso: non solo AWP e VLT (erroneamente chiamate slot machine), ma anche scommesse sportive, gratta e vinci, lotterie varie. Gli importi più cospicui vengono, ad esempio, giocati nelle scommesse sportive mentre stanno aumentando ad un ritmo vertiginoso i giochi "on line", come riportato nello stesso Documento finale (clicca qui) del progetto "Fare Comune". L'obiettivo della nostra Amministrazione è quello di redigere un regolamento che riguardi, quindi, non solo gli apparecchi di intrattenimento ma l'intero portfolio dei giochi del Monopolio. Per poterlo fare in maniera analitica siamo in attesa dei dati richiesti al Monopolio stesso. Solo con questi dati potremo redigere un documento che salvaguardi veramente i nostri cittadini dall'effettiva incidenza e pericolosità dei vari giochi.

Pertanto, per l'erronea modalità di calcolo, le contestazioni mosse sono respinte al mittente".

 

(Fonte: Comune di Caorle - 03.11.2017)

 


 

FARE COMUNE"

Monastero di Marango - Caorle

Via Strada Durisi 12

 

ASSOCIAZIONE FORUM "CITTA' DEL PIAVE"

ASSOCIAZIONE "FRA TERRA E CIELO"

FORUM I.E.I.C.P.

ASSOCIAZIONE "DOSSETTI"

 

                                                      Egr. Avv.to Luciano STRIULI

                                                      Sindaco del Comune di CAORLE

                                                      Sede Municipale Via Roma, 26

 

                                                      Indirizzi e-mail

                                                      Segreteria particolare:

                                                      giunta@comune.caorle.ve.it

                                                      Ufficio stampa

                                                      ufficiostampa@comune.caorle.ve.it

 

 

Oggetto: Progetto “FARE COMUNE” L'AZZARDO NON E' UN GIOCO; DOCUMENTO FINALE; Comunicato Stampa del Comune di Caorle dd. 03 novembre 2017 di pari oggetto

 

Il progetto “Fare Comune”, promosso da alcune associazioni laiche e cattoliche operanti da tempo sul territorio del Veneto Orientale, ha iniziato il suo percorso il 15 settembre 2016, con una conferenza stampa alla quale sono state invitate le Amministrazioni comunali e tutte le persone che hanno a cuore il bene comune.

Attraverso un lavoro di dialogo e di confronto serio e documentato ci si propone di vincere la crescente impotenza dei cittadini nelle scelte importanti che riguardano la loro vita pubblica, superare la paura che chiude molti in piccoli spazi individuali, educare alla convivenza, alla legalità e alla responsabilità nei confronti della res publica.

Il dialogo costruttivo tra le persone ha lo scopo di elaborare delle proposte concrete, da offrire particolarmente a coloro che amministrano nostri i territori.

L’Amministrazione comunale di Caorle è stata invitata fin dall’inizio a essere parte attiva in questo percorso, con un invito personale al Sindaco, da estendere a tutti i consiglieri comunali, della maggioranza e dell’opposizione: così facciamo ogni volta che c’è in cantiere una iniziativa.

Sindaci, assessori, consiglieri comunali, non sono un controparte ma, nella proposta di “Fare Comune”, sono invece parte integrante del percorso, presenza attiva e importante. E così avviene, oltre gli schieramenti e le appartenenze politiche. C’è un tavolo dove tutti si impara ad essere cittadinanza attiva, responsabili del bene di tutti.

Il Monastero di Marango, allenato da tempo a vivere la ‘convivialità delle differenze’, che accoglie da decenni persone segnate dalla fragilità e dalla marginalità sociale presenti nel Comune di Caorle, e anche altrove, è il luogo ideale per ospitare questo percorso di civiltà e di confronto sulle cose da fare, diventato non solo possibile, ma assolutamente necessario, non fosse altro per riportare i cittadini al dibattito politico, che non può essere ridotto a slogan o a battute superficiali e qualunquistiche. O a imbarazzanti polemiche, tutte giocate in difesa. La complessità del tempo presente deve essere abitata con serietà, lungimiranza, passione per il bene di tutti, dei poveri e dei più svantaggiati soprattutto.

Il documento finale di “Fare Comune” sulle ludopatie, dal titolo “L’azzardo non è un gioco”, è stato inviato a tutti i partecipanti all’incontro e consegnato alla stampa e alle Amministrazioni comunali, come è avvenuto per tutti gli altri documenti precedenti. Oltre al documento c’erano alcuni allegati: le slides del seminario, con un’articolata ricerca di dati nazionali, regionali e locali, redatti da fonti ufficiali, e il Protocollo d’intesa per la prevenzione ed il contrasto del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela delle fasce deboli, della Prefettura di Venezia, che porta la data del 25 febbraio 2015, firmato anche dal Sindaco Luciano Striuli. (clicca qui)

La giornata di lavoro sulle ludopatie, in calendario il 4 marzo 2017, era stata introdotta dalla dott.ssa Emilia Serra, psicologa del SERD di San Donà, e da Alessandro Nardese, Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Azienda ULSS 4, e sindaco di Noventa di Piave. Figure istituzionali.

I dati riportati nel corso degli interventi erano tratti dal Ministero della salute, dal Rapporto annuale dell’Agenzia Dogane e Monopoli dello Stato, oltre che dai dati in possesso dell’Azienda sanitaria. Nessuna mistificazione e nessuna furbizia, che sarebbero del tutto fuori luogo. Sono dati che delineano una situazione preoccupante per tutto il nostro territorio, che va letta nel suo complesso e non con l’obiettivo di formulare classifiche di merito o altrettante strategie di difesa più o meno oggettive.

Il documento di “Fare Comune”, approvato all’unanimità da tutti i cittadini presenti all’incontro, sindaci e amministratori compresi, non conteneva solo numeri. (clicca qui)

In esso si sottolineava con preoccupazione che nella nostra AUSL 4 del Veneto Orientale “si stima siano oltre 200 le persone interessate alla patologia da gioco, mentre in carico ai servizi del SERD, nelle sedi di Portogruaro e di San Donà, ci sono una ottantina di utenti, con 18 ingressi solo nel 2016”. Nessuno di loro è un turista, ma tutti sono cittadini residenti nei nostri comuni.

Quella che emerge è solo la punta di un iceberg di un devastante fenomeno, per la maggior parte sommerso.

Spiace constatare come il commento dell’Amministrazione comunale di Caorle sui documenti presentati derivi più che dai reali contenuti degli stessi, dai soli i numeri riportati ai primi di novembre dai giornali.

Piuttosto che la difesa rispetto ad una presunta bocciatura, che nessuno ha mai voluto dare, di fronte a un problema così grave ci sembra più opportuna l’espressione di un sentimento di preoccupazione, di dolore, di partecipazione al dramma di tante famiglie coinvolte. Chi opera nel sociale si trova quotidianamente di fronte a situazioni familiari drammatiche, soprattutto quando ci sono figli piccoli o adolescenti. E allora, che fare?

La parte finale del documento di “Fare Comune” conteneva proposte concrete, che nuovamente rilanciamo anche al sindaco di Caorle, perché crediamo sia ancora possibile accettare la sfida di una società che voglia diventare più umana.

Concludiamo questa semplice nota, in risposta al Comunicato stampa del Comune (clicca qui), invitando nuovamente il Sindaco e i Consiglieri di Caorle a partecipare ai prossimi seminari di studio. Con cordialità. Quest’anno parliamo dell’acqua, e già da tempo abbiamo inviato a tutti il programma.

Tutti i cittadini interessati possono richiedere i documenti e le proposte, frutto del lavoro di “Fare comune”: siamo certi che possono essere un piccolo seme di speranza per tutti.

 

Marango, 7 novembre 2017

 

 

Per il Gruppo di Coordinamento

Progetto “Fare Comune”

f.to d. Giorgio SCATTO

 


Progetto “FARE COMUNE”

 

L'AZZARDO NON E' UN GIOCO

DOCUMENTO FINALE (1)

 

(1) Redatto sulla base dei contenuti emersi nel corso del seminario L'AZZARDO NON E' UN GIOCO svoltosi in data 04 marzo 2017 presso il Monastero del Marango Caorle. I dati inerenti sono tratti RAPPORTO ANNUALE DELL’AGENZIA DOGANE E MONOPOLI DELLO STATO

 

Premessa

Nella giornata di sabato 04 marzo 2017 presso il Monastero del Marango (Caorle) dalle ore 9.30 alle ore 12.30 si è svolto il seminario “L'AZZARDO NON E' UN GIOCO”.

Le relazioni sono state tenute dalla dr.ssa Emilia Serra, Psicologa e da Alessandro Nardese, in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Azienda ULSS 4 “Veneto Orientale” Sindaco di Noventa di Piave (Ve).

 

Lo scopo dell'incontro è stato duplice:

1. inquadrare il fenomeno della ludopatia da un punto di vista qualitativo e quantitativo e le conseguenti ricadute sul piano personale e sociale, a livello nazionale ed in particolare a livello regionale e territoriale (Veneto Orientale);

2. individuare e proporre azioni ed iniziative, anche istituzionali, che coinvolgano gli enti locali, che possano affrancare, persone, famiglie e comunità dagli effetti negativi di questo fenomeno che sta assumendo una dimensione crescente.

E’ TEMPO DI AGIRE PER PREVENIRE L’IMPOVERIMENTO E LA SOFFERENZA.

Il percorso “FARE COMUNE” dopo il fenomeno migratorio ha affrontato un altro tema di rilevante attualità e complessità: il gioco d’azzardo. Si parla tanto di “ ludopatia ”, ma crediamo sia più corretto definirla “azzardopatia“ perché il termine “ludus” in latino significa divertimento, scherzo, svago, gioco da ragazzi.

Non c’è insomma nessun significato che comporti il concetto di azzardo e nemmeno di rischio, quindi l’azzardo non è affatto un gioco, ma una questione estremamente seria e sempre cattiva.

L’ ”azzardopatia” è dunque un male dalle molte facce, che va anzitutto riconosciuto, arginato, curato e guarito.

Il sito del Ministero della Salute definisce la ludopatia (GAP - Gioco d’Azzardo Patologico) non solo un fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse. Tale comportamento, in molti casi, ha portato le persone coinvolte a rovesci finanziari, alla compromissione delle relazioni, al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio. Secondo alcune stime americane la ludopatia può interessare il 2-4% della popolazione, rappresentando dunque anche un importante problema di salute pubblica. Secondo alcuni autori, la ludopatia è la patologia da dipendenza a più rapida crescita tra i giovani e gli adulti. (cfr. sito ufficiale del MINISTERO DELLA SALUTE http://www.salute.gov.it/portale/salute)

Peraltro la dilagante piaga dell’azzardo appare in evidente contrasto con un progetto di città a misura d’uomo. Una città a servizio della Comunità.

Questo perché l’azzardo è diventato un’industria e un “business” che invece di creare valore lo brucia, lo consuma desertificando legami sociali e dissipando il risparmio. Esso provoca un enorme problema dal punto di vista della sociale e legale per un numero crescente di persone, continuando a mietere vittime.

L’azzardo genera crescente povertà e sofferenza, una vera piaga sociale. In modo sempre più manifesto è diventato ormai una questione di salute pubblica, di legalità, ma soprattutto di malessere familiare e sociale.

I NUMERI DELL’AZZARDO

Tale fenomeno ha coinvolto in modo capillare anche il nostro territorio e negli ultimi vent’anni ha registrato un’impennata con un aumento impressionante nel numero delle sale gioco e del volume delle scommesse.

Contestualmente abbiamo assistito a tutta una serie di autorizzazioni concesse dall’attuale legislazione nazionale col risultato che ormai si può giocare dappertutto. Per non parlare della pubblicità, che nel 2016 ha visto un investimento sull’azzardo di quasi 72 milioni di euro con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente, contro il 2% del totale degli investimenti pubblicitari.

La parte del leone l’hanno fatta le scommesse sportive. Basta sintonizzarsi sui canali televisivi più seguiti per rendersi conto che il gioco d’azzardo viene reclamizzato da attori e calciatori, facendolo passare come sicuro, con l’etichetta – salva coscienza – del “gioca responsabile.

Per non parlare dell’assurdità relativa alla sponsorizzazione sulle maglie della nostra nazionale di calcio, un bell’esempio ai giovani di “mens sana in corpore sano”. Si prescrive poi che “il gioco è vietato ai minori di 18 anni “, ma chi controlla che siano effettivamente i maggiorenni quelli che giocano “on line” o da casa?

Oggi la nuova frontiera dell’azzardo è proprio il gioco “on line” (+ 19% solo nell’ultimo anno). Al pari delle droghe e dell’alcool “la malattia da gioco” crea dipendenza e genera fenomeni anche di indebitamento che spesso trascinano la persona che gioca nel gorgo dell’usura e dell’illegalità, con conseguenze devastanti per persone e famiglie.

I numeri sono davvero da capogiro. Si pensi che nel 2016 gli italiani hanno speso nel gioco d’azzardo 95 miliardi di euro (88 nell’anno precedente), quasi 260 milioni al giorno tra slot, scommesse, lotto, gratta e vinci ed altre tipologie. Allo Stato sono andati 10 miliardi di imposte ed il ricavo per gli operatori è stato pari a 8,5 miliardi. La spesa media pro capite si attesta attorno ai 1.583 euro, mentre per acquisto di libri si spendono appena 58,8 euro.

Il Veneto è al quinto posto, in questa speciale graduatoria, con 5,8 miliardi di euro di raccolta (spesa dei cittadini nelle diverse forma di gioco), quindi 1.100 euro di spesa per abitante.

In Italia ci sono ben 397.000 macchine da gioco, tra slot-machine e videolottery, vale a dire 1 apparecchio ogni 151 abitanti (in Germania e in Spagna il rapporto si attesta attorno all’ 1/255).

Tra i nostri comuni Caorle è al primo posto con un rapporto 1/306, Portogruaro con 1/448, mentre chiude la fila Cinto Caomaggiore con 1 apparecchio ogni 1082 residenti. Ma il dato più grave e che maggiormente dovrebbe far pensare è quel 1,2 milione di italiani che, a vario titolo, sono coinvolti in problemi di gioco.

I CITTADINI DELLA REGIONE VENETO IN CARICO AI SERVIZI SOCIO-SANITARI AFFLITTI DA “LUDOPATIA”

Nella Regione Veneto sono 1761 gli utenti, dei quali 1140 già in carico alle diverse strutture che si occupano della particolare patologia, con costi e ricadute pesanti sotto il profilo economico e sociale.

Nella nostra AUSL4 del Veneto Orientale si stima siano oltre 200 le persone interessate, mentre in carico ai servizi SERD (Servizio Distrettuale per le Dipendenze), nelle sedi di Portogruaro e San Donà di Piave, per gioco patologico, sono un ottantina gli utenti, di cui un buon 80% sono maschi, anche se le donne sono in aumento.

Nel 2016 sono stati 28 i nuovi ingressi. In alcuni casi, segnalati anche dagli sportelli “Caritas”, ci si trova di fronte a situazioni familiari drammatiche soprattutto quando ci sono figli piccoli o adolescenti.

Purtroppo viene a galla solo la punta di un iceberg di un devastante fenomeno, per la maggior parte sommerso.

UNA PROPOSTA CONCRETA

Che fare? E’ difficile trovare delle risposte concrete, ma soprattutto efficaci, visto che sotto il profilo operativo tutto viene ricondotto alla legislazione nazionale vigente, come ben sanno tanti nostri sindaci che, in accordo con la prefettura di Venezia, hanno tentato di arginare questo pesante fenomeno attraverso l’approvazione di appositi regolamenti, purtroppo limitati solo al contingentamento di orari e distanze dai luoghi sensibili. Non bisogna, però, mollare “la presa”, né in Parlamento, né nei Consigli regionali e comunali. Si tratta di una “battaglia” giusta e doverosa, perché essenzialmente culturale ed umana, in quanto tale fenomeno provoca un impatto diretto sulla vita di tutti i cittadini. Ci si rende conto che la realtà è complessa, ma almeno un obiettivo deve venir fissato e raggiunto al più presto.

Allo Stato spetta certamente il compito di dettare regole e limiti inderogabili in materia di “giochi”, ma alle Regioni e agli Enti locali deve venir riconosciuta la possibilità di introdurre ulteriori e più forti argini alla presenza e ai tempi dell’azzardo nei territori di loro competenza, soprattutto per tutelare la salute psichica e fisica dei cittadini, al fine prioritario di prevenirne l’impoverimento e la sofferenza. Speriamo davvero sia la volta buona, perché si conoscono bene i sintomi, ma le medicine non sembrano mai le più adatte e la cura completa non viene ancora avviata.

Il fenomeno del GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) costituisce anche nella CiBà Metropolitana Venezia uno dei fenomeni di forte allarme sociale e per tale ragione in data 25 febbraio 2015 la Prefettura di Venezia ha sottoscritto – d’intesa con gli Enti istituzionali preposti, nonché le Associazioni di categoria e volontariato – un Protocollo per la prevenzione ed il contrasto del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela delle

fasce deboli.

In questo contesto è stato costituito un tavolo di lavoro composto da vari rappresentanti della comunità locale con l’intento di progettare e realizzare varie attività preventive ed educative nel campo dei problemi gioco-correlati.

Tali iniziative hanno portato diversi Comuni del Veneto Orientale ad adottare un regolamento comunale condiviso in materia di giochi.

Partendo da questa convinzione e preso atto di questo percorso, il progetto “FARE COMUNE” propone a tutte le Amministrazioni del VENETO ORIENTALE di dotarsi di uno specifico strumento di regolamentazione delle sale da gioco e delle apparecchiature elettroniche per il gioco lecito, nonché per la raccolta di scommesse e per la pratica e l’esercizio di giochi con vincita in denaro in genere, sia in termini spaziali (localizzazione e distanza da luoghi sensibili), sia in termini temporali (definizione orari),mediante l’introduzione di distanze di tali attività da luoghi sensibili, di requisiti strutturali specifici per i locali in cui è praticato il gioco, di obblighi informativi alla clientela, di limiti alla pubblicità, di fasce orarie di apertura e di misure rispondenti alle “best practices” suggerite dalla Prefettura.

Per questo, trasmettiamo in allegato la traccia di proposta di deliberazione e di regolamento che abbiamo sopra segnalata e che è possibile trovare nel sito della Prefettura di Venezia come sopra indicato , finalizzata al REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI GIOCHI.

 

Allegati:

1- Depliant del Seminario “Azzardo non è un gioco” (clicca qui)

2- Slides del seminario fornite dalla dr.ssa Emilia Serra (Psicologa) (Clicca P1 e P2)

3- Protocollo di intesa per la prevenzione del gioco di azzardo dd. 25 02 2015 della Prefettura di Venezia. (clicca qui)

 

28 Settembre 2017

 

 

Coordinamento Progetto “FARE COMUNE”

 



 
IL_GAZZETTINO_A_CAORLE_E_SAN_MICHELE_FEBBRONE_DA_GIOCO_.pdf

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COMUNICATO_COMUNE_DI_CAORLE_DATI_GIOCO_AZZARDO_FALSI_.pdf

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IL_GAZZETTINO_STRIULI_SBAGLIATI_DATI_CAORLE_DI_FARE_COMUNE_.pdf

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FARE_COMUNE_REPLICA_ALLE_CRITICHE_DEL_COMUNE_DI_CAORLE_.pdf

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FARE_COMUNE_DOCUMENTO_FINALE_AZZARDO_NON_E_UN_GIOCO_.pdf

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SLIDE_PRESENTAZIONE_DATI_GIOCO_AZZARDO_PRIMA_PARTE_.pdf

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SLIDE_PRESENTAZIONE_DATI_GIOCO_AZZARDO_SECONDA_PARTE_.pdf

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PROTOCOLLO_INTESA_PREFETTURA_COMUNI_ASSOCIAZIONI_2015_.pdf

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