PASSA MOZIONE DI SFIDUCIA
CADE IL SINDACO FAVERO
SPAZIO AL COMMISSARIO
Il consigliere Mario Pizzolitto
punta il dito sull'intervento
del consigliere della Lega...
05.04.2023 - “Sbollita l’intossicazione” derivata da 4 ore e mezza di Consiglio comunale e preceduta da una Conferenza stampa (clicca qui) antistante il Municipio da parte del PD che in pratica era composta da tutti i Consiglieri del Gruppo di minoranza/opposizione “Civici e Democratici”, esclusa la civica Maria Teresa Ret, eccovi le mie osservazioni o commento in merito a quanto avvenuto e che ci ricorderemo a lungo…
Venerdì 17 marzo 2023 rimarrà una data storica per il Comune di Portogruaro, per la prima volta nella sua storia amministrativa, un sindaco è stato sfiduciato e mandato a casa, e parte non marginale, a contribuire a questo infausto risultato per l’ormai ex sindaco leghista Florio Favero che guidava una coalizione di Centrodestra che era la governo della città del Lemene, sia stata una parte della sua maggioranza stessa, e più precisamente il Gruppo Misto, composto dal capogruppo Mario Pizzolitto, ex Lega ed ex Forza Portogruaro, e dai consiglieri comunali Maria Teresa Senatore, già sindaco nel mandato precedente, e Renato Stival, entrambi usciti dal Gruppo Senatore che con il loro apparentamento avevano permesso a Favero di vincere al ballottaggio!
Ma questa è la politica, le cose cambiano e gli equilibri politici pure, anche se in presenza di un accordo firmato come in questo caso, come più volte sottolineato dai consiglieri leghisti in consiglio comunale all’indirizzo di coloro che senza mezzi termini hanno definito in più parti dei traditori, punti di vista dirà qualcuno, di certo non sono problemi dell’opposizione che di tutto questo lavare i panni sporchi in pubblico, ne hanno giovato per chiedere più volte le dimissioni del sindaco Favero per manifesta incapacità di governare la sua maggioranza e di riflesso Portogruaro, che è punto di riferimento mandamentale, procurando uno stallo operativo che non fa bene a nessuno degli 11 Comune del portogruarese, come ribadito sia dal presidente della Conferenza dei sindaci Gianluca Falcomer, ma anche da altri primi cittadini che non sto qui a nominare.
Fin dalla primo Consiglio comunale di insediamento si era capito che il “matrimonio” tra Favero e Senatore era “combinato”, e le cose forzate non portano mai a niente di buono, fin da subito il Gruppo Senatore, non presentandosi “alla prima”, ha contestato il suo programma e linee guida, tenendolo sulle spine o sulle corde ogni volta che c’era da votare qualcosa di importante, con la nemmeno tanto velata minaccia “o si fa come diciamo noi o votiamo contro”, uno stress continuo e infinito, che ha fatto saltare i nervi a Favero portandolo l’estate scorsa a dare le dimissioni (clicca qui) motivandole con parole durissime ed inequivocabili, di seguito la parte iniziale:
“Con la presente, ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di Sindaco. Con rammarico abbandono il percorso intrapreso, prendendo atto che non esistono in questa maggioranza le condizioni per poter proseguire il mio incarico e con serenità affrontare i tanti problemi che si evidenzieranno nel prossimo futuro. Non c'è dignità per un'Amministrazione costretta alla ricerca di un continuo equilibrio caratterizzato da personalismi e pressioni anche indebite, ai quali non intendo subordinare il mio lavoro ed il bene dell'intera città. Ritengo moralmente inaccettabile dover ogni giorno riconquistare il pieno mandato conferito dagli elettori, fin dall'inizio avversato con ogni mezzo dai banchi di una parte della maggioranza, con la conseguenza di veder scritte pagine indegne di trattative e ragioni personali governate da logiche che in nome dell'amore che nutro per la mia città non posso e non voglio accettare.”
Ebbene, dopo parole come queste diventa difficile capire poi perché nei 20 giorni successivi le abbia ritirate, e non sono risultate convincenti a nessuno le sue motivazioni di un ritrovato accordo con i quattro consiglieri ribelli, all’epoca c’erano pure Angelo Morsanuto e Bertilla Bravo, anzi, hanno sementito il sindaco stesso dandogli del MISTIFICATORE!!!!
E allora cosa volete, di fronte a questi continua tira e molla la corda si è spezzata, senza rifarvi la cronistoria delle sceneggiate consiliari (clicca qui), siamo arrivati a una Mozione di Sfiducia firmata da 9 consiglieri (clicca qui), invano cercata di arginare dal sindaco Favero con richiami vari e promesse dell’ultima ora che avevano il sapore della disperazione per conservare la poltrona, troppo distanti le parti, troppa la disistima reciproca emersa nei terribili e molteplici botta e risposta nei media e in aula consiliare, come l’ultimo da parte di Leonardo Barbisan, che prima del voto ha gettato benzina sul fuoco, invece che acqua purificatrice, ma forse si era reso conto che la “mortale decisone” era sta già presa, anche se nell’intervista (clicca qui) a margine del consiglio Pizzolitto abbia detto il contrario, ma poco importa ora, adesso è veramente finita e spazio al Commissario prefettizio che porterà avanti il Comune fino alle Elezioni 2024, previste in primavera, ma non c’è ancora una data precisa.
Favero si è lamentato per il cambio dei punti all’Ordine del giorno, mettendo la Sfiducia prima del Bilancio, che a suo dire, andava approvato per il bene dei cittadini e poi si poteva anche andare tutti a casa, che non gli sarebbe importato nulla, a parte che a queste affermazioni non credo per niente, Favero chiedeva l’impossibile, come si fa a votare un Bilancio al quale si è votato contro ed è stato ripresentato uguale a prima, sarebbe un controsenso politico e amministrativo, un darsi la zappa sui piedi da soli, perdere credibilità e consensi, ma questo Favero non l’ha capito, come non ha capito tante altre cose, non si è accorto delle “polpette avvelenate” che gli cucinava la Senatore, che non ha mai digerito l’amara sconfitta elettorale e che ora ha servito il suo piatto freddo che possiamo tranquillamente chiamare VENDETTA, una specialità “tutta da gustare”, ma che per forza di cose, non a tutti piace.
P.S.
Mi fa specie le motivazioni della segretaria generale Cristiana Rigo, che a seguito della polemica sollevata dal consigliere Antonio Bertoncello (minoranza) sul mancato Consiglio comunale di una prima Mozione di sfiducia (clicca qui) perché le 6 firme che la accompagnavano sono state ritenute insufficienti dalla Prefettura, nonostante il suo primo parere convalidante, successivamente abbia appoggiato il presidente Gastone Mascarin a cassarlo, perché lei in quanto dipendente del Ministero dell’Interno non poteva andare contro il suo “datore di lavoro”, non sarebbe stato istituzionalmente rispettoso (?!), solo per questo in pratica non ha contrastato il parere della Prefettura, e non perché lei avesse sbagliato giudizio, anzi, si è detta convinta di avere agito nel giusto. Semplicemente non se l'è sentita.
Una tesi quella esposta che mi ha lasciato molto perplesso e dubbioso, il suo ruolo di segretaria generale non dovrebbe essere di parte se non quella del Comune di Portogruaro, senza condizionamenti alcuno, ma questo è solo il mio pensiero di cittadino, la Rigo è un avvocato e lo ha sottolineato più volte in Consiglio, ma non so se questo voglia dire che ha sempre ragione, io credo di no.
Per la Minoranza quello della Prefettura era solo un parere non vincolante, e qui chiudo.
G.B.
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